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sabato 15 gennaio 2011

Eruzione globale sociale

Come avevo scritto nel post precedente, mercoledì scorso ho passato la serata a seguire "in diretta" sul mio portatile lo svolgersi dell'attività eruttiva dell'Etna. Forse a qualcuno potrà sembrare un modo noioso di passare una serata, ma per un grande amante dell'Etna, un'eruzione come quella di mercoledì sera diventa un evento memorabile.
Purtroppo, trovandomi a Pavia, Internet è stato il mio filo diretto tra me e l'eruzione; anche se in realtà non si è trattato di un filo...ma piuttosto di una corda bella robusta.

Innanzitutto ho potuto seguire visivamente tutte le fasi dell'eruzione attraverso una decina di webcams posizionate in punti diversi, e a distanza diversa dal teatro eruttivo, in modo da avere una visione realmente a 360°.

Show

Nelle ultime settimane l'Etna aveva dato alcuni timidi segni di risveglio con una modesta emissione di cenere e gas incandescenti dal "pit crater", una voragine formatasi negli ultimi anni sul fianco orientale del cratere di Sud-Est, e parzialmente anche dal cratere di Nord-Est. Io stesso mi ero sorpreso di vedere quel familiare bagliore rossastro in cima la notte del 2 gennaio, dopo mesi di inattività.

In ogni caso questi timidi segni di ripresa non lasciavano presagire quello che sarebbe successo la sera di mercoledì 12 gennaio, quando si è verificato un episodio parossistico molto violento, e inevitabilmente spettacolare. L'aumento del tremore vulcanico che avevo notato osservando i segnali sismici nel sito dell'INGV, e di cui avevo scritto nel post precedente, era il segno inequivocabile dell'inizio di questo episodio parossistico.

mercoledì 12 gennaio 2011

Occhio non vede, cuore non duole - La magia di una linea che sale

Domanda da un milione di dollari. Cosa rappresentano queste due immagini? E domanda da un milione e un dollaro. Cosa si prova a guardarle?

Tecnicamente (e aridamente), quello più in alto è il tracciato sismico in tempo reale (in realtà aggiornato ogni 5 minuti) di un sismografo posto sul versante meridionale dell'Etna, a 1800 metri di quota. Quello in basso è invece l'andamento del tremore vulcanico nell'ultima settimana, ricavato proprio dai sismografi posizionati sull'Etna.