Oggi sono arrivato dal mare. Nuvole scure, piccole onde bianche, le cupole delle chiese illuminate dal sole, un arcobaleno lì verso l'Etna, la Plaia deserta, una nave ancorata in porto.
Quando si arriva dal mare è perchè è giornata di vento, e si balla un po'. Poi le ruote toccano terra e il ragazzo accanto a me, evidente agitazione, occhiali scuri e vestiti alla moda, si rilassa e ringrazia chi non dovrebbe per essere arrivato sano e salvo.
Bentornato a casa!
mercoledì 7 dicembre 2011
In un giorno di vento
Etichette:
Catania,
riflessioni,
viaggi
Ubicazione:
Catania CT, Italia
martedì 20 settembre 2011
Il turista
Vivi in una città per 27 anni e pensi di conoscerne tutte le mille sfaccettature. Gli angoli più nascosti, gli scorci più belli, le vie più sporche, quelle più caratteristiche, la gente, i ritmi, i colori.
Leggi sulle guide turistiche che la tua città è bella, hai sentito dire che è bella, ma tu non te ne accorgi. Ci sono turisti che passeggiano per le strade del centro storico e scattano decine di foto, mentre tu passeggi e basta. Tu vedi solo il traffico, il caos, i mezzi pubblici che non funzionano, la gente che getta le cartacce per terra, la sporcizia per le strade, i parcheggiatori abusivi, negozianti che non fanno un misero scontrino, muri imbrattati di scritte.
Poi succede che vai via, lasci la tua città; ci torni in vacanza solo ogni tanto. E ogni volta la tua città ti sembra un po' diversa...sempre un po' più bella.
giovedì 16 giugno 2011
Quando riuscivo ancora ad alzare gli occhi al cielo e sognare - Luna Rossa
Stasera c'è stata un'eclissi totale di Luna; mi verrebbe quasi da dire, una delle tante. Perchè in effetti le eclissi di Luna sono abbastanza comuni. Ce ne sono almeno due l'anno, e sono visibili da circa metà mondo, o perlomeno quella parte di mezzo mondo in cui il cielo è sereno.
Oggi c'era forse qualcosa di speciale in quest'eclissi: capitata in una splendida sera di inizio estate, in un orario comodo e quindi visibile a tutti quelli che passeggiando per le vie della città (una qualunque) alzavano gli occhi al cielo stando attenti a non macchiarsi la maglietta di gelato alla nocciola.
E io?
Stasera avevo un impegno, niente di speciale, una partitella a calcetto tra amici. E così, io l'ho mancata. Mentre ingurgitavo a fine partita una bottiglietta d'acqua mi sono accorto: la Luna rossastra con uno spicchio bianco, segno che la fase di totalità era praticamente conclusa.
Ci sono quasi rimasto male, quello spettacolo della Natura lì sulla mia testa...e io che correvo dietro a una palla.
E allora ho ripensato a quando ero un po' più piccolo, quando era da poco nata in me quella bellissima passione per l'astronomia che mi ha accompagnato poi per tanti anni. Quando per un'occasione del genere, che poteva essere un'eclissi di luna o un'occultazione stellare o il transito di Io su Giove, tutto intorno a me passava in secondo piano, e rimanevo ore e ore col naso all'insù, a sognare. Perchè cos'altro si può fare sotto un cielo stellato?
martedì 24 maggio 2011
La resa
Uno dei miei motti quando sono in viaggio è "Paese che vai, cibo che trovi".
Perchè il cibo caratterizza un luogo molto più di una chiesa, di un monumento o di un luogo. E così in Francia sotto con i formaggi puzzolenti, in Scozia per forza aringa affumicata a colazione, in Spagna churrascos imbevuti di olio nella cioccolata calda, in Portogallo baccalà in tutte le forme.
E che rabbia vedere all'estero i ristoranti italiani pieni di italiani!
Da quattro giorni sono a Monaco per una conferenza; e così negli ultimi giorni ho mangiato l'equivalente di carne che mangio in 2 mesi, e bevuto tanta birra quanto un italiano medio beve in un paio di settimane.
Wurstel, cotolette, costolette di maiale, crauti, knodel imbevuti di burro, patate fritte, insalate condite con salsine piene di maionese.
E così stasera ho ceduto.
Ristorantino italiano sotto l'hotel; camerieri italiani gentilissimi in mezzo a gente bionda che parla una lingua insopportabile, antipastino di verdure grigliate, scarpetta, spaghetti con pomodoro olive e capperi, quartino di Nero d'Avola.
Mi sento rinato, il sangue che ricomincia a farsi strada tra grumi di colesterolo, i reni che ringraziano per l'astinenza da birra, quella sensazione di sazietà leggera che solo un piattone di pasta ti regala.
Gute nacht!
Perchè il cibo caratterizza un luogo molto più di una chiesa, di un monumento o di un luogo. E così in Francia sotto con i formaggi puzzolenti, in Scozia per forza aringa affumicata a colazione, in Spagna churrascos imbevuti di olio nella cioccolata calda, in Portogallo baccalà in tutte le forme.
E che rabbia vedere all'estero i ristoranti italiani pieni di italiani!
Da quattro giorni sono a Monaco per una conferenza; e così negli ultimi giorni ho mangiato l'equivalente di carne che mangio in 2 mesi, e bevuto tanta birra quanto un italiano medio beve in un paio di settimane.
Wurstel, cotolette, costolette di maiale, crauti, knodel imbevuti di burro, patate fritte, insalate condite con salsine piene di maionese.
E così stasera ho ceduto.
Ristorantino italiano sotto l'hotel; camerieri italiani gentilissimi in mezzo a gente bionda che parla una lingua insopportabile, antipastino di verdure grigliate, scarpetta, spaghetti con pomodoro olive e capperi, quartino di Nero d'Avola.
Mi sento rinato, il sangue che ricomincia a farsi strada tra grumi di colesterolo, i reni che ringraziano per l'astinenza da birra, quella sensazione di sazietà leggera che solo un piattone di pasta ti regala.
Gute nacht!
lunedì 16 maggio 2011
Gli auguri in ritardo valgono ancora?
Oggi mi è improvvisamente venuto in mente che due mesi fa avevo cominciato a scrivere un post sul 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Fortunatamente "Blogger" conserva tutto e così posso ripartire da dove l'avevo lasciato.
Oggi è il 17 marzo 2011, compleanno della nostra giovane Italia che compie 150 anni.
Fino a qualche mese fa la cosa mi avrebbe lasciato indifferente; probabilmente avrei pensato soltanto al giorno di vacanza guadagnato in una primavera avara di altre occasioni festive. Fino a qualche mese fa per me Italia era solo quando giocava la nazionale di calcio e cantavamo l'inno tutti insieme; ma dopo la partita di nuovo tutti contro tutti.
Tutti contro tutti perchè io sono meglio di te, perchè io lavoro e tu rubi, perchè tu rubi e io non trovo lavoro, perchè io pago le tasse ma ho il binario unico, perchè tu non paghi le tasse ma vuoi i servizi efficienti. Perchè forse fu davvero un errore costringerci a questa convivenza forzata; costretti a considerare un'unica cosa le dune desertiche delle spiagge vicino Gela e i ghiacciai intorno a Livigno, la Magna Graecia della Calabria Ionica e i Celti dell'Italia settentrionale.
E invece mi sbagliavo, mi sbagliavo per ignoranza...anzi per mancanza di conoscenza. Adesso so che l'Italia è una, e so di essere italiano tra gli italiani. Ci sono un milione di ragioni diverse che me l'hanno fatto capire, ma non ho il tempo di elencarne nemmeno una.
E allora semplicemente...auguri Italia, da un italiano.
Oggi è il 17 marzo 2011, compleanno della nostra giovane Italia che compie 150 anni.
Fino a qualche mese fa la cosa mi avrebbe lasciato indifferente; probabilmente avrei pensato soltanto al giorno di vacanza guadagnato in una primavera avara di altre occasioni festive. Fino a qualche mese fa per me Italia era solo quando giocava la nazionale di calcio e cantavamo l'inno tutti insieme; ma dopo la partita di nuovo tutti contro tutti.
Tutti contro tutti perchè io sono meglio di te, perchè io lavoro e tu rubi, perchè tu rubi e io non trovo lavoro, perchè io pago le tasse ma ho il binario unico, perchè tu non paghi le tasse ma vuoi i servizi efficienti. Perchè forse fu davvero un errore costringerci a questa convivenza forzata; costretti a considerare un'unica cosa le dune desertiche delle spiagge vicino Gela e i ghiacciai intorno a Livigno, la Magna Graecia della Calabria Ionica e i Celti dell'Italia settentrionale.
E invece mi sbagliavo, mi sbagliavo per ignoranza...anzi per mancanza di conoscenza. Adesso so che l'Italia è una, e so di essere italiano tra gli italiani. Ci sono un milione di ragioni diverse che me l'hanno fatto capire, ma non ho il tempo di elencarne nemmeno una.
E allora semplicemente...auguri Italia, da un italiano.
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